I nonni

Sono fortunata. Ho avuto l’onore di crescere con i miei nonni ed oggi da mamma vi assicuro che è un privilegio che non tutti hanno, ma che tutti dovrebbero avere.

I miei nonni paterni, purtroppo, non li ho mai conosciuti. Andati via ancor prima che i miei occhi potessero vedere. Ma ne ho avuti due così meravigliosi che sono diventati parte fondamentale di me. Nonna l’ho vista stamattina. E’ piccola, piccola come lo ero io quando lei mi insegnava le cose. Ha 93 anni ed ancora ho da imparare da lei.

E’ la mia isole felice. Quando litigavo con i miei correvo da lei che con il solito caffè preparato con calma, mi faceva ragionare. Ed alla fine il suo sorriso mi ridava quella serenità che avevo da bambina. Le parlo dei miei bimbi… lei vorrebbe prenderli in braccio ma le sue mani non hanno più quella presa forte che usava con me, per prendermi la mano, per portarmi alle gite della chiesa, per insegnarmi come si fa la pasta in casa. Eppure quelle mani per me sono oro.

Nonno… questa parola non la dico più da molto tempo. Non lo chiamo, ma lo penso. Oggi, la festa dei nonni, ho guardato la mia caramella tatuata sul braccio. Regalo inestimabile fatto da chi il mio cuore lo ha capito. Ed ora vi racconto perché.

Ero piccola, capricciosa e vivace (come mia figlia) e di prima mattina avevo sempre un carattere simile a quello di Crudelia Demon. Mio nonno aveva escogitato un modo per farmi sorridere. Così io mi alzavo ed andavo in cucina, lui era già sveglio e mi aspettava seduto.

Mi porgeva le mani chiuse e mi diceva “Qui o qua?”. Avevo così fortuna che beccavo sempre la mano con la caramella. Era la Rossana. La scartavo, ci giocavo un po’, ne tiravo fuori il ripieno e gliela ridavo. Oggi ho capito che ne metteva due in mano così da potermi sempre far felice.

Questo giochetto lo ha fatto tutti i giorni fino al mio 12 esimo compleanno quando quella caramella non l’ho più voluta. Ma il sorriso di mio nonno, quegli occhi chiari, quella felicità stampata sul volto li ho impressi nella mia memoria come la cosa più preziosa che ho. E la sua voce, nonostante siano passati così tanti anni, la ricorda perfettamente.

Un giorno sono passato a salutarlo. Lui non riusciva a stare lontano da noi così come noi avevamo bisogno di sapere che lui era a casa. Era il 15 di gennaio ed io stavo ripartendo per l’Università Gli esami chiamavano. Mentre me ne stavo andando tirò fuori dalla tasca una Rossana e me la diede. Fu l’ultima volta che scherzai con mio nonno, fu l’ultima volta che la sua mano mi diede una caramella. Oggi anche io ho la mia Rossana tutte le mattine, l’ho tatuata sul braccio.

Perché i nonni sono un bene dell’umanità, sono il regalo più bello che puoi fare ai tuoi figli, il bene più prezioso che esiste. Buona festa dei nonni anche a te che sei lassù sulla stella più bella che c’è.

Vi lascio un post mio ed uno che parla dei nonni… scegliete voi cosa leggere, io sto mangiando una Rossana 🙂

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