Il mio 28 settembre

Vi ho parlato di quanto è difficile crescere i gemelli, ma la gravidanza non è da meno. Il 28 settembre è fermo immobile nella mia testa.

Avevo provato ad essere una gestante normale, di quelle che vedevo in giro con il pancione bello. No.. Io avevo dolori ovunque, il pancione era una montagna e i piedi così gonfi che ero arrivata a portare un 43.

Di quella ragazza sportiva non c’era più nulla, ma non m’importava.

Era il 28 settembre 2015 alle ore 17… Ricordo tutto… Il dottore preoccupato, mio marito con le mani sul volto, la corsa dei miei genitori, il tram tram di ostetriche e la corsa in ospedale.

Non stava andando bene… Potevano nascere al sesto mese da un momento all’altro. Quella paura così grande che l’unica cosa che sono riuscita a fare è stare in silenzio.

Il letto era scomodo, in camere c’era il gelo, la solitudine di quel posto ti entra nelle ossa… Eppure io sola non lo ero….

Ore 01.07. Il buoio

La mia famiglia era a casa e mio marito era a 1 ora di auto. Viene l’infermiera a controllarmi… Io ero sveglia e lei alle prime armi. Le ho sorriso ed ha iniziato la visita. Con un cilindro cercava il battito dei bambini. Pochi istanti e Christian era bello sveglio come la mamma… Sentiva la mia ansia. Mentre io aspettavo il mio secondo Tum Tum lei cercava e mi guardava. ‘Signora è sicura che siano due?’ Dopo sei mesi di ecografie direi di sì.

Mi sono iniziata ad agitare sempre più… Finché se ne esce con “Signora, la bimba non c’è più”.

Non so spiegarvi cosa è accaduto in me in quel momento… Rabbia, delusione…. Quel profondo dolore che ti lacera l’anima… Così forte mai provato.

Il mio 28 settembre era solo iniziato.

Un corri corri di dottori e luci… Ma io sapevo che Arianna c’era… Io la sentivo. Mi diedero i calmanti, mi legarono perché ero convinta di qualcosa che non c’era.

Non so come ho fatto ma ho preso l’ecografo di scatto mentre tutti mi guardavano ed ho chiesto tra le lacrime ad Arianna di dare un calcio a mamma…. Lei lo fece… Così ho messo l’ecografo dove doveva andare ed il mio amato Tum Tum c’era.

Erano le 05 del 29 settembre ed a me il cuore si era fermato il giorno prima.

Non vi racconto l’intera odissea passata, o almeno non lo faccio ora, ma mi voglio soffermare su cosa…

A me è andata bene… Io Arianna la stringo tra le braccia. Ma penso a quelle mamme che hanno il loro figlio tra le nuvole. Come si sopporta un dolore simile?

Come si sopravvive a quell’anima lacerata? Io non lo so…. Ma in loro vedo le più grandi eroine mai esistite.

E voi dottori… Infermiere…. Quando vi rivolgete ad una donna, ad una mamma dimenticate i libri che avete letto e bagnatevi di umiltà. Quella donna non ha perso un anello, ha perso se stessa.

Io oggi festeggio la mia bimba, la mia fortuna, la mia gioia… Ed alzo gli occhi al cielo… Perché la mia fede ha battuto la scienza…. O almeno è quello che mi piace pensare.

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