La donna con il volto di ferro

Oggi voglio parlarvi di loro, delle donne più forti, di quelle che combattono con la realtà, che si nascondono dietro ad un sorriso fatto di amianto.

Sono loro le guerriere di cui vi voglio parlare e che troppo spesso, anche se siamo quasi nel 2020, nessuno porge loro il supporto necessario. Sono quelle donne che non possono diventare mamme. Passi metà della tua vita con l’ansia per non avere un figlio. Ed allora ti bombardi di ormoni con la pillola per stare sicura e poi ci aggiungi il preservativo per le malattie così sei sicura che nessun bimbo cresca nel tuo ventre. Poi incontri l’amore della tua vita, ti sposi e decidi che questo è il mento di abbassare tutte le difese ed avere il tuo tanto temuto bambino.

Ci provi, forse è solo presto, ci riprovi all’infinito e nel frattempo le coppie vicino a te portano a casa carrozzine piene di fiocchi di ogni colore. “Voi quando lo fate un figlio?”… questa frase è un coltello piantato dritto nel cuore del papà e nel ventre maledettamente vuoto della mamma. Non ci sarà una vera risposta, o forse qualche scusa buttata lì e nel frattempo scatta il sesso programmato, l’orario, la temperatura e così via. Ed ogni mese è un test buttato nel cestino del bagno lavato con fiumi di lacrime.

Si ricorre alla medicina, alla fecondazione assistita, alle punture, agli ormoni, al cibo protetto, al riposo assoluto, a dolorose pratiche di fecondazione che pian piano prosciugano il portafoglio. Una, due, tre tentativi e la speranza di quel test positivo e di quel grembo che cresce iniziano a sfocare lentamente. La donna si sente vuota, l’uomo forse solo sfortunato. E quel sogno di diventare madre svanisce davanti agli occhi di molti, ma si nota come un lampione acceso nel bosco a chi quegli occhi tristi li ha imparati a riconoscere.

Queste donne combattono per un loro diritto, per un loro desiderio, combattono con le lacrime agli occhi davanti a chi il figlio lo vorrebbero buttare, urlano in silenzio davanti a chi della gravidanza né vede un problema, alzano gli occhi al cielo davanti alle incoscienti che il grembo che cresce lo martoriano per scopi personali… Sono loro quelle guerriere che nel silenzio della notte alzano gli occhi al cielo e sperano nel loro piccolo grande miracolo. E sono certa che sarebbero le mamme migliori che un figlio potesse avere.

Io faccio parte di quelle donne ‘fortunate’… una gravidanza veloce, due gemelli, un maschio, una femmina e tutti vissero felici e contenti… eppure vorrei tanto dare un po’ di questa mia ‘fortuna’ a chi la potrebbe sfruttare anche meglio di quello che faccio io… ma non si può.

Posso però parlare di loro, portare alle persone la realtà di questo mondo. Non hanno bisogno di riservo, non hanno bisogno che ‘nascondiamo’ i figli davanti a loro (non li mangiano mica), non hanno bisogno di ipocrisia, non hanno bisogno di comprensione. Non è necessario nascondere una gravidanza o credere che la gioia di un bimbo li possa ferire… hanno bisogno di realtà, di passare come persone normali, di persone come tutte le altre perché in realtà sono persone perfettamente normali, solo con un cuore più grande.

E se proprio volete fare qualcosa evitate di lamentarvi per l’ennesimo figlio, evitate di maltrattare i bambini tirando gli occhi al cielo come se fosse un danno avere un figlio, evitate di sprecare questo dono, evitate di maltrattare la gravidanza pensando al fisico, ai vostri vizi o ai vostri piaceri, perché state sprecando un dono grande quanto una vita.

foto di vvox.it
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